In cui faccio un brusco reality check
È stata una settimana di amari bilanci.
Martedì mi sono accorta che tutta la pianificazione degli ultimi due mesi, tutta l'eccitazione per la potenzialità, tutto l'entusiasmo per il cambiamento non sarebbero significati nulla se non fossi passata all'azione. Stavo ricadendo nel solito pattern di noia, film, serie tv, riviste, shopping online e sogni ad occhi aperti. Stavo sprecando quanto conquistato finora - tipo: la libertà da una relazione che ormai mi andava stretta, da una vita che sembrava sfuggire al mio controllo, dall'apatia. E nell'apatia stavo ricadendo.
Mercoledì mi sono accorta dell'elevata probabilità di non riuscire a riprendere posto nello studentato. Bella gatta da pelare questa, che ha portato al giovedì, in cui mi sono sorpresa ad elaborare strategie di adattamento alla vita da pendolare, scivolando nella più bieca autocommiserazione mentre controllavo gli abbonamenti Cotral/FS/ItaloTreno/Animalidasoma.
Venerdì ho deciso fermamente che Giammai Daria, o Roma o la morte!, e ho ricominciato ad arrovellarmi il cervello circa il modo in cui riconquistare il mio amato status di fuorisede. L'ottimismo è rientrato in circolo, gli uccellini cantavano e fratello sole e sorella luna. Poi ho fatto la cosa più idiota del mondo: ho controllato il saldo del conto in banca.
Sei euro virgola ventotto centesimi.
Sabato sono andata sul terreno di nonno. Ho dato da mangiare ai maiali, ho calcolato a occhio e croce che restano loro ancora un paio di mesi di vita prima di diventare salsicce, prosciutti e costolette, e un po' li ho invidiati perché loro almeno un modo di entrare nel nostro sistema economico ce l'hanno, 'sti porci.
Domenica il cervello ha fatto voooooom voooooom voooooom tutto il giorno, senza produrre alcunché di concettualmente risolutivo o perlomeno appetibile, anche solo per l'immaginazione.
Sei. Virgola. Ventotto.
Mi servono: un lavoro, una casa, qualcuno con cui dividerla, la sanità mentale necessaria a trovare lavoro-casa-coinquilini e a preparare gli ultimi esami della triennale.
Non mi servono: voooooom voooooom voooooom, persone che mi dicono di accontentarmi o che tanto non ce la posso fare, che non sono abbastanza sveglia o forte per farcela.
Non devo andare in palla proprio adesso.

Quanto lontano abiti???
RispondiEliminaIo i mezzi li odio, non ti invidio per niente!
Tre ore e mezza di pullman, due e qualcosa di macchina... Detto in francese, "in culo ai lupi"
EliminaNon mi piace viaggiare (anche se purtroppo sono costretta a farlo)..abiti tanto lontano?
RispondiEliminaTi seguo! ;)
Eh sì... Mi parte mezza giornata solo per arrivare all'uni.
EliminaRicambio;)