In cui affronto lo psicodramma di non avere Internet
Ci sono momenti difficili, la cui
difficoltà viene stimata in base al limite di sopportazione
individuale.
Su una scala da zero a Rambo, credo di
potermi tranquillamente piazzare a un livello 4, diciamo una Giovanna
Mezzogiorno che urla “E io adesso cosa ci faccio con teeeee” a
uno Stefano Accorsi rincoglionito e in piena crisi di mezza età:
m'incazzo come una faina, mi dispero per un quarto d'ora e poi trovo
soluzioni che aprono alla possibilità di sequel altrettanto brutti,
ma almeno si va avanti.
Ho avuto una brutta rottura in seguito
alla quale ho perso un posto dove stare nella città in cui studio e
mi piaceva vivere, e sono dovuta tornare dai miei - con i quali gli
attriti non mancano - al paesello, in cui dire che non mi piace stare
è un eufemismo.
E ho pianto e ho reagito.
Ho reagito pianificando un modo per
tornare allo stato di pace et beatitudine che solo allontanarsi dalla
propria famiglia fracassona ti può dare. Certo, in un mese non ho
fatto nessun progresso, mi sto perdendo la primavera romana, mi devo
sorbire gli sguardi obliqui di ex compagni di scuola che quando stavo
a Roma lurkavano il mio profilo instagram e sparlavano alle mie
spalle, e a breve comincerò a parlare coi maiali di nonno visto che,
a parte quelli appena citati, i coeatanei qua scarseggiano, però
c'era speranza: c'era Internet.
Internet per mandare cv in giro e
trovare un lavoro e andarmene.
Internet per guardare film e serie tv e
rifugiarsi in prodotti di finzione per dimenticare le angosce della
vita reale.
Internet per mantenere una parvenza di
vita social(e).
Internet per scrivere su questo blog,
che negli ultimi tempi era comunque una consolazione e valvola di
sfogo.
Insomma: Internet per evadere.
Ecco: ho pianto, ho reagito, ho trovato
un luogo di conforto da cui ripartire e i cieli si sono aperti e Dio
ha annunciato: “Daria, attaccati al cazzo”.
Sono venti giorni che non ho Internet
perché qualche signor Ornello Vetusto si è andato ad impastare col
suo fiorino di merda sulla colonnina della rete telefonica per
evitare un cinghiale, una lepre o un qualche altro esponente della
fauna boschiva locale.
In compenso, forse ho trovato lavoro per quest'estate a una partita di calcetto.
Oh, the irony.


Io invece cosa darei per tornare al mio paesello :(
RispondiEliminaSenza internet ormai non so più stare *-*